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Valdobbiadene

Poco nuvoloso 19.2°C
poco nuvoloso

Descrizione

Il toponimo è composto dalle parole "valle", "dupli" (doppio) e "Plavis" (il fiume Piave): la valle del doppio Piave, quindi, con probabile allusione a due rami del fiume. Comune in provincia di Treviso, situato in una conca prealpina sulla sinistra orografica del fiume Piave, è un centro noto per la coltivazione di viti e la produzione di ottimi vini, come il Prosecco; è anche una rinomata ed apprezzata località di villeggiatura.
La zona fu abitata dall'uomo sin dalla Preistoria, come attestano le diverse tracce rinvenute; numerosi reperti di epoca romana testimoniano la colonizzazione da parte di Roma. Il primo documento, che certifica l'esistenza di Valdobbiadene, è un atto imperiale di regolazione di confini risalente all'anno 1116. Sotto i Franchi il centro si trovò direttamente coinvolto nelle lotte poste in essere dai signori locali per il dominio del territorio; successivamente conteso anche dal Patriarca di Aquileia e da alcuni Vescovi, come quello di Treviso e di Feltre. Sul finire dell'XI secolo l'imperatore Enrico V, per riconoscenza nei confronti di alcuni nobili trevigiani, concesse loro alcune terre; nei due secoli successivi il paese fu sottoposto ai Carraresi, agli Ezzelini, ai da Camino ed al comune di Treviso. Nel XIV secolo entrò a far parte della Serenissima andando incontro ad un deciso sviluppo in tutti i campi.

Da vedere:

L'eremo di Sant'Alberto a San Pietro di Barbozza, citato in un documento del 1488, fu restaurato diverse volte nel corso dei secoli e nella seconda metà dell'Ottocento fu aggiunto il coro ed il campanile.
L'oratorio di Sant'Antonio nella frazione di Santo Stefano fu costruito nel XIII secolo e ricostruito agli inizi del Novecento. E'preceduto da un pronao dorico.
La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietro di Barbozza conserva al suo interno preziose tele ed un pregevole altare in stile barocco.
La chiesa di Sant'Antonio a Barbozza, risalente alla fine del XVIII secolo, ha pianta a croce latina e conserva una reliquia del Santo a cui è dedicata.
L'oratorio di San Marco nella frazione di San Vito, originariamente un'edicola, fu ampliata nella seconda metà del XIX secolo.
La chiesa arcipretale, risalente al Trecento, al cui interno sono custodite notevoli opere di artisti locali.
Il santuario della Beata Vergine del Caravaggio nella frazione di San Vito, di epoca ottocentesca.
La chiesa di Santa Maria Ausiliatrice nella frazione di Santo Stefano risale all'Ottocento.
L'oratorio di San Giovanni Battista nella frazione di San Vito di epoca cinquecentesca.
La chiesa dei Santi Rocco e Bernardino di Ron.
L'oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano a Guia.
L'oratorio di Sant'Antonio da Padova a Guia.
La chiesa di Santa Maria di Villanova.
La chiesa parrocchiale di Guia.
La chiesa di San Martino.
Villa Barberina.
Villa Morona.
Villa Barbon.
Villa Piva.

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